Parlare dello yoga può apparire molto complesso se ci si perde nei meandri dei così detti benefici della pratica. In verità parlare dello yoga è molto semplice ed i benefici, derivati dalla pratica, non sono altro che un riflesso della stessa e certamente non devono diventare motivo di ambizione personale. Inoltre, limitando l’apprendimento alle sole tecniche da applicare senza ‘viverle’ ed al solo elenco dei benefici o dei presunti benefici della pratica, si esclude quella parte più significativa e interessante, e si riduce lo yoga ad un processo meccanico e automatico di presunta causa – effetto il quale in ogni caso non è durevole.

La pratica dello yoga in qualsiasi forma viene applicata: Hatha Yoga; Jnana Yoga; Laya Yoga; Karma Yoga; Bhakti Yoga, ecc.. ha una sola finalità: la ricerca del proprio Sé. Questa risulta spesso come un annuncio difficile da accogliere, dato che si pensa di non avere nessuna conoscenza del ‘Sé’ perché lo si crede intangibile e poco scientifico; quindi ci si “arrabatta” nelle proprie comprensioni, cercando di capire cosa possa significare utilizzando spesso proiezioni immaginarie e soggettive.

L’incredibile bellezza dello yoga è il processo di unificazione di corpo, respiro e mente che restaura una visione ampia non settoriale ed una comprensione dei fattori condizionanti della propria vita. Si impara a vivere pienamente ogni attimo di vita con le qualità vissute nella pratica: una osservazione tranquilla, un agio profondo, una vitalità direzionata nutrita da stabilità e un’accoglienza della vita stessa.