Chi pratica lo Yoga intende per meditazione qualcosa di molto diverso dal significato che in genere in Occidente viene dato a quella parola: qui infatti per meditare si intende ‘riflettere attentamente’, mentre chi pratica lo Yoga intende con quel termine solo il fissare la mente su un oggetto, sul respiro (o sulla consapevolezza, nel caso di meditazione più sottile) in cui il pensiero non entra per nulla (casomai il contrario).

Essendo lo Yoga una scienza esclusivamente pratica (e molto poco teorica) la meditazione ha un’importanza determinante.

Possiamo suddividere le tecniche di meditazione seguendo un ordine particolare: dalle più grossolane (quelle in cui la mente segue un oggetto grossolano, come per esempio il respiro) alle più sottili (in cui la mente non segue nulla, cerca di mantenere solo la consapevolzza).

Importante notare che non esiste una tecnica superiore o inferiore in quanto tale, ma tutto dipende dall’individuo.

Comunque sia, è importante sedere con la schiena dritta. Possibilmente a gambe incrociate, o anche su una sedia se all’inizio non si riesce a stare seduti sul pavimento.

Chi siede a gambe incrociate, in genere usa il trucco di sedere sopra a una coperta ripiegata in modo da tenere il bacino al disopra delle ginocchia: questo è molto importante, altrimenti dopo pochi minuti si comincerà a sentire dolore alla gambe e il proseguire diventerà moto difficile.

L’altro grande segreto della meditazione è essere rilassati. Qualunque cosa si faccia, bisogna farla in maniera rilassata. Sedere tenendo il corpo in grande tensione provoca solo danni.

Ecco alcune tecniche di meditazione (si ricorda che ognuno deve scegliere quella che ritiene più adatta a sé, altrimenti rischia di sprecare molto tempo per nulla).

1) Forzare i pensieri. E’ solo un esercizio preparatorio. Provate per 1 ora a non pensare, bloccando con la mente ogni pensiero che vi sorge. Appena un pensiero sorge, provate a troncarlo. Quindi, il giorno successivo, provate per 1 ora a pensare continuamente, cercando di non lasciare nemmeno una piccola interruzione tra un pensiero e l’altro.

Questa tecnica servirà a capire che non si può forzare la mente.

2) Contare il respiro. Con molta dolcezza concentratevi sul respiro, e cominciate a contare le espirazioni. Arrivate fino a 20, e poi da 20 tornate indietro fino ad 1, per poi ricominciare.

3) Associare un suono al respiro. Mentre inspirate, pronunciate mentalmente il suono Hong, e mentre espirate il suono So. Cercate di essere il più possibile rilassati. Il respiro diverrà via via più sottile, fino ad essere quasi impalpabile. E’ una tecnica molto efficace, che ha un grande effetto calmante sul respiro, e si può praticare quanto si vuole (anche due ore consecutive al giorno e più).

4) Concentrarsi sui suoni interni. Cercate di staccare la consapevolezza da tutto il resto, e concentratela solo sui suoni interiori. Se praticate per un tempo sufficiente, otterrete notevoli risultati.

5) Consapevolezza. In questa tecnica dovete solo mantenere la consapevolezza. Se la mente vaga, restate consapevoli. Se non vaga, restate consapevoli. Se entra in un vuoto delizioso, restate consapevoli.

Se continuerete a mantenere la consapevolezza, non ci sarà nulla che non possiate fare. Questa è la tecnica più importante, ma non abbiate fretta. Se vedete che non riuscite a mantenere la consapevolezza senza punti di riferimento (cioé senza seguire qualcosa di grossolano come il respiro, o una visualizzazione o un suono interiore), usate le tecniche che meglio si addicono a voi.

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